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Archeologico

Attualmente è aperta la sezione di preistoria e protostoria nella Cittadella Viscontea. Il museo ospita il Fegato etrusco. E' in corso di allestimento la nuova sezione romana.

Nella prima saletta  un plastico della provincia documenta la distribuzione del popolamento dalla comparsa dell’uomo alla fondazione della colonia romana di Placentia (218 a.C.).
Le testimonianze più remote risalgono al Paleolitico antico, cui seguono gli  strumenti in selce del Mesolitico (IX-VI millennio a.C.) e i prodotti in diaspro delle officine del Monte Lama.
Nelle sale dedicate al Neolitico (VI-IV millennio a.C.) sono presentati i reperti della fase antica di Casa Gazza di Travo e i ritrovamenti di Le Mose comprendenti resti di abitati, sepolture e corredi del Neolitico medio e superiore.
Grande spazio è riservato all’età del Bronzo: dai prestigiosi pugnali a manico fuso di Castel S. Giovanni si passa alla palafitta di Chiaravalle della Colomba e quindi alle terramare di Colombare, Rovere, Montata dell’Orto e Castelnuovo Fogliani.

Musei di Palazzo Farnese Piacenza - Sezione Archeologico


Da vedere

 

Fegato etrusco

Il modello in bronzo riproduce un fegato di pecora ed è stato rinvenuto nel 1877 in provincia di Piacenza. 
Esso costituisce una rara testimonianza diretta di pratiche religiose etrusche, legate all’interpretazione del volere divino mediante l’osservazione e il confronto del fegato di un animale sacrificato con il modello in bronzo.

La straordinaria importanza del pezzo sta nella serie di iscrizioni di nomi di divinità che, sulla faccia piana dell’oggetto, sono organizzate in modo da riflettere l’ordinamento del cielo secondo gli Etruschi.

E’ concordemente datato tra la fine del II secolo a.C. e l’inizio del I secolo a.C.

 


 

Pugnali in bronzo a manico fuso e lama decorata


Pugnali in bronzo a manico fuso e lama decorata fine del Bronzo antico, XVIII secolo a.C.

I due pugnali, rinvenuti sovrapposti e incrociati presso la sponda del Po, a formare un piccolo ripostiglio, sono oggetti emblematici, simboli di rango e di ricchezza, fabbricati da officine metallurgiche specializzate, sorte in varie parti d’Europa. Uno ricorda le produzioni dell’Europa centrale, mentre l’altro, unico per il manico traforato, è più vicino agli esemplari della penisola italiana.

 



Gruppo di vasi


Gruppo di vasi  fine VI - primi secoli V millennio a.C.


I vasi provengono dalla capanna di Casa Gazza a Travo. La ceramica grezza è rappresentata specialmente da orci e orcioli, di solito a due anse, con cordoni lisci o impressi. In ceramica fine sono tipici soprattutto i vasi profondi su alto piede, con un'ansa verticale e semplici decorazioni incise, i fiaschi a corpo globulare a collo alto e stretto, i grandi vasi a fruttiera su piede ornati internamente. Alcuni vasi sono stati importati oppure imitano oggetti di altre culture.



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